Da Torre delle Stelle, Cagliari non è soltanto una meta vicina. È il punto in cui il paesaggio del sud si raccoglie e si fa città. Verso ovest, oltre la costa e il respiro del golfo, appare come una capitale di pietra e luce, costruita su alture che guardano il mare e su una storia secolare che ancora abita le sue strade. A circa 45 chilometri di distanza, Cagliari non interrompe il racconto del territorio. Lo approfondisce.
Si scopre poco alla volta. Terrazze, scalinate, bastioni e quartieri salgono l’uno sull’altro sopra il Golfo degli Angeli. È una città costruita su sette colli: Castello, Tuvumannu, Tuvixeddu, Monte Claro, Monte Urpinu, Bonaria e San Michele. La geografia ne definisce il carattere. Cagliari non è distesa, ma ondulata, esposta, panoramica, sempre in bilico tra la roccia e l’orizzonte.
La sua storia è antica e stratificata. Fondata dai Fenici, abitata poi da Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini, fu anche capitale del giudicato di Càlari prima del dominio dei Pisani, degli Aragonesi, degli Spagnoli e dei Piemontesi. Non è una città con un’unica origine, ma con molte influenze, ed è forse per questo che il suo carattere, pur nella compattezza della sua forma, risulta essere stratificato e complesso.
Il punto più alto è Castello, “Casteddu” per i sardi, che associano al nome di questo quartiere la città tutta. Fondato dai Pisani nel Duecento e fortificato con mura, torri e bastioni, fu sede del potere civile, militare e religioso. I vicoli stretti, la pietra chiara, gli archi e le aperture improvvise sui tetti della città moderna e sul porto danno al quartiere una qualità sospesa. Qui non si passeggia soltanto, si percorre e si apprezza la forma storica della città. La Cattedrale di Santa Maria, anch’essa di origine pisana, testimonia questa lunga continuità.
Poco sotto, il Bastione di Saint Remy è la soglia nitida tra la città antica e la Cagliari moderna che si apre verso il mare. Dalla sua terrazza, cupole, facciate, via Roma, porto e golfo trovano un loro significato in rapporto al paesaggio. Non è solo un belvedere, ma un modo per leggere e capire la città.
Ma Cagliari vive anche di mercati, voci e ritmo quotidiano. Il Mercato di San Benedetto forse la racconta meglio di molti monumenti: banchi di pesce, stagionalità, colori, contrattazioni, vita vera. Poi c’è il Poetto, sette chilometri di spiaggia dalla Sella del Diavolo a Quartu. Un’area, prima legata all’estrazione del sale, poi diventata luogo di bagni, vela, passeggiate e serate sul lungomare.
Monte Urpinu, Monte Claro, Bonaria, la Sella del Diavolo e Molentargius ricordano che la natura fa ancora parte della struttura della città. La Cittadella dei Musei e il Museo Archeologico Nazionale aggiungono un’ulteriore profondità storica e culturale, con oltre quattromila reperti che raccontano quasi settemila anni di storia. La sera, Marina cambia ancora il tono del racconto, con tavoli all’aperto, luci e movimento ai margini del porto. È questo che rende Cagliari essenziale per chi viene da Torre delle Stelle: non un diversivo, ma un cuore urbano, radicato nella storia, al centro dello stesso paesaggio.