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NewsLuglio 1, 20268 Minuti

Il cielo stellato sopra Torre delle Stelle

Intervista a Manuel Floris, astrofisico, direttore del Planetario de L’Unione Sarda e divulgatore scientifico

A Torre delle Stelle il cielo accompagna il paesaggio e ne completa il carattere. È inscritto nel nome del luogo, nella sua immagine, nella sua identità più profonda. Quando arriva la sera, questa presenza si fa ancora più evidente. Per questo abbiamo chiesto a Manuel Floris di raccontarci che cosa rende così particolare il cielo di questo tratto di costa.

Da dove nasce la tua passione per l’astronomia e quali tappe hanno segnato il tuo percorso umano e professionale?

La mia passione nasce da molto lontano, da quando ero bambino. Il cielo notturno e il racconto dell’uomo nello spazio esercitavano su di me un fascino fortissimo, al punto che a otto anni costruii un piccolo telescopio, con pochi ingrandimenti, ma abbastanza per osservare la Luna e sentire che quello era già un primo dialogo con il cielo. Dopo il liceo scientifico a Nuoro, ho scelto di studiare Fisica a Cagliari, con l’astronomia sempre come meta interiore. La mia tesi di ricerca sulle pulsar, basata su osservazioni di un radiotelescopio in Australia, è stata una tappa importante. In seguito mi sono dedicato alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili, senza però perdere quella naturale inclinazione verso la comunicazione scientifica. Dal 2011 collaboro con il Planetario de L’Unione Sarda, che oggi curo e dirigo.

Torre delle Stelle è un luogo che, già dal nome, richiama il cielo. C’è un tuo personale ricordo legato a questo luogo?

Sì, ed è un ricordo che custodisco con particolare affetto. Negli anni universitari frequentavo attivamente l’Associazione Astrofili Sardi, e proprio a Torre delle Stelle partecipai con loro a una manifestazione di osservazione del cielo. Mostravamo la Luna e i pianeti al telescopio, e poi allargavamo lo sguardo alla volta celeste, cercando nebulose e ammassi di stelle. In un luogo con un nome così evocativo, quell’esperienza sembrava quasi una conferma naturale.

Che cosa rende il cielo notturno di Torre delle Stelle diverso da quello che si può osservare in altri luoghi della Sardegna o del Mediterraneo?

Torre delle Stelle ha una posizione molto favorevole, perché guarda verso il mare e in particolare verso sudovest. Questo fa sì che una parte del cielo resti più libera dall’inquinamento luminoso. È un dettaglio geografico, certo, ma ha un effetto molto concreto: permette di osservare meglio una porzione importante del cielo notturno, con una qualità visiva che in altri contesti viene spesso compromessa.

Nelle notti più limpide, da Torre delle Stelle si può davvero ammirare la Via Lattea e quali stelle, pianeti o costellazioni si vedono nelle diverse stagioni?

Sì, è davvero così. La Via Lattea si muove con la sfera celeste, e la sua parte più luminosa, il centro galattico, è visibile nel cielo estivo verso sud. Per questo da Torre delle Stelle si può osservare nelle serate d’estate. Per vederla bene, però, serve una condizione essenziale: buio vero. Bisogna lasciare che l’occhio si abitui all’oscurità ed evitare fonti luminose vicine, anche minime, che possono alterare questa sensibilità.

Da Torre delle Stelle si possono inoltre ammirare molte delle stelle più luminose del cielo e un gran numero di costellazioni. Naturalmente il cielo cambia con le stagioni, ed è proprio questo uno dei suoi aspetti più belli. Nei primi mesi dell’estate sarà ben visibile Venere dopo il tramonto, mentre da fine agosto si potrà tornare a osservare Saturno verso sud.

C’è un periodo migliore dell’anno per osservare il cielo a Torre delle Stelle? Se sì, qual è?

Se l’obiettivo è la Via Lattea, l’estate è sicuramente la stagione migliore. Ma se parliamo della qualità generale del cielo, il periodo che va da ottobre ad aprile offre condizioni spesso migliori. Con la chiusura di molte attività ricettive lungo la costa, l’inquinamento luminoso diminuisce e il cielo torna più scuro. Questo permette di osservare un numero maggiore di stelle e di percepire meglio la profondità del paesaggio celeste.

Cosa dovrebbe fare, in concreto, un visitatore per godersi al meglio una notte stellata? Dove guardare, a che ora, con quali accorgimenti?

La prima cosa è aspettare la fine del crepuscolo, che arriva almeno un’ora e mezza dopo il tramonto. Poi consiglio di spegnere le luci attorno e restare per qualche minuto nell’oscurità, così da permettere all’occhio di adattarsi davvero. Solo allora la pupilla si dilata al massimo e riesce a raccogliere la luce più flebile delle stelle. È un gesto semplice, ma decisivo: il cielo richiede tempo, silenzio e un po’ di pazienza.

Per vedere le stelle si può utilizzare il telescopio che raccoglie luce e consente di osservare ciò che l’occhio umano da solo non può vedere, ma non è indispensabile. Anche un binocolo, per esempio, può già mostrare stelle e nebulose invisibili a occhio nudo.

C’è una costellazione, un pianeta o un fenomeno celeste particolarmente legato all’estate in Sardegna?

Nei prossimi anni ci saranno due fenomeni molto interessanti. Nel 2026 e nel 2027 saranno visibili due eclissi parziali di Sole. La prima cadrà il 12 agosto 2026 e mostrerà il Sole al tramonto coperto dalla Luna per circa il 74 per cento. Proprio perché avverrà al tramonto, potrà essere osservata molto bene anche da Torre delle Stelle. L’eclissi del 2 agosto 2027 sarà ancora più ampia, arrivando a una copertura di quasi il 90 per cento. In entrambi i casi, per osservarle in sicurezza, è consigliabile usare occhialini solari specifici per le eclissi, reperibili nei negozi di ottica.

Osservare il cielo oggi, in un luogo come Torre delle Stelle, può ancora insegnarci qualcosa sul nostro modo di abitare il paesaggio e il tempo?

Sì, profondamente. L’osservazione del cielo ci invita a riflettere su noi stessi, perché ci mette a confronto con la vastità del cosmo e ci allontana, almeno per un momento, dalla misura quotidiana del tempo e dello spazio. In un luogo come Torre delle Stelle, alzare gli occhi al cielo significa anche ritrovare una distanza diversa da sé stessi, e forse una forma più ampia di presenza nel paesaggio.

In fondo, guardare il cielo da Torre delle Stelle significa anche questo: ritrovare un legame antico tra il paesaggio, il tempo e lo sguardo. E ricordarsi che, in certi luoghi, la notte continua ancora a offrire una misura più ampia del mondo.

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