Intervista al velista, team director e skipper di Luna Rossa
Hai un legame molto lungo con la Sardegna. Come è iniziato?
Frequento la Sardegna da moltissimi anni. È uno dei campi di regata più belli al mondo. A Cagliari ho regatato già nel 2004 e nel 2008. Quando abbiamo deciso di rilanciare la sfida della Coppa America con Luna Rossa, abbiamo svolto un’indagine meteorologica su diverse località italiane e Cagliari è emersa subito come la scelta più naturale: un campo di regata straordinario, una città in grado di accogliere un team internazionale di oltre cento persone, scuole internazionali e un aeroporto molto vicino. Di fatto, siamo qui in modo continuativo dal 2014.
Come hai scoperto Torre delle Stelle?
Eravamo in rada con la barca: c’erano mia moglie, mio figlio Lorenzo e Bianca, che era appena nata. A un certo punto si è avvicinato un gommone e abbiamo chiesto alle persone a bordo se potessero accompagnare nostro figlio a prendere le brioche. Sono rientrati dopo due ore, due ore in cui non li vedevamo tornare e, non conoscendoli affatto, eravamo anche un po’ in pensiero. Da quell’episodio, però, è nata un’amicizia. Loro avevano una casa a Torre delle Stelle, siamo andati a trovarli ed è stato un colpo di fulmine. Oggi posso dire che Torre delle Stelle è il posto dove vorrei vivere. È soltanto una questione di tempo.
Cosa ti ha conquistato di Torre delle Stelle?
Io amo il mare e, in generale, i luoghi li guardo prima dal mare che da terra. Torre delle Stelle ha già un nome perfetto e, di notte, lo rispecchia davvero: un cielo pieno di stelle e il villaggio acceso da tante piccole luci gialle. È anche un posto comodo dal punto di vista logistico, perché si è a mezz’ora da Cagliari. Poi c’è una piccola comunità di persone che ama profondamente questo luogo: l’Aquarium, Palmira, tante belle realtà. È un posto semplice, autentico, dove i bambini possono sentirsi liberi. Un po’ come quando ero piccolo io.
Come immagini Torre delle Stelle nel futuro?
Sono ottimista per natura. Credo che si debbano migliorare i servizi, l’urbanistica, l’illuminazione e le strade, ma sempre con grande attenzione all’ambiente che ci circonda. Ogni struttura, ogni attività dovrebbe tenere conto del proprio impatto. La natura è il valore più grande di questo posto. Dico sempre che bisognerebbe trattare il luogo in cui ci si trova come si tratta casa propria. Noi siamo di passaggio, la terra rimane.